
Il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tar che bloccava i lavori per la realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall'Enel e della società Nuove Energie contro lo stop ai lavori per la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.
L'impianto, dunque, potrà essere costruito, dal momento che la nuova sentenza annulla definitivamente il pronunciamento del Tar del Lazio, che -lo ricordiamo- nel 2010 aveva disposto il blocco del cantiere.
Il terminale di rigassificazione di Gnl (Gas naturale liquefatto) sarà realizzato all'interno dell'area portuale della località siciliana e sarà in grado di trattare ogni anno 8 miliardi di metri cubi di gas. I lavori per la costruzione dell'impianto, per i quali si prevede un costo di oltre 800 milioni di euro, dureranno circa quattro anni e mezzo e prevederanno anche lo scavo di due serbatoi interrati da 160.000 metri cubi.
Ma come mai i lavori per la realizzazione del rigassificatore erano stati bloccati? Il ricorso al Tribunale amministrativo contro i lavori a Porto Empedocle era stato presentato dal Comune di Agrigento e da un gruppo di associazioni locali (Legambiente, Arci, Cittadinanzattiva, Italia Nostra e Codacons), convinte che il progetto avrebbe finito con l'arrecare danni al territorio, sia dal punto di vista ambientale che turistico.
In realtà, proprio per limitare l'impatto negativo sullo sviluppo dell'area di Porto Empedocle, il decreto che autorizza l'impianto impone alla società realizzatrice una serie di “misure compensative”, per un investimento totale di 50 milioni di euro. Gli interventi prevedono, tra l'altro, la realizzazione di una banchina per le navi da crociera proprio a Porto Empedocle, l'allestimento di un Museo cittadino del mare nella torre Carlo Quinto, la riqualificazione del sistema di illuminazione nella Valle dei Templi di Agrigento e, una volta che il terminal sarà operativo, la conversione a gas della centrale termoelettrica già operativa nell'area.
La società Nuove Energie, inoltre, ha firmato con la Prefettura di Agrigento un “Protocollo di legalità” finalizzato ad evitare infiltrazioni mafiose in fase di costruzione e di gestione del rigassificatore. Soddisfazione è stata espressa dai sindacati, e in particolare dal responsabile energia della Cigl, Antonio Filippi, che ha definito la decisione del Consiglio di Stato «una buona notizia per l'intero paese, perché abbiamo un urgente bisogno, oggi ancor più di ieri, di diversificare l'approvvigionamento del gas».
Silvana Santo








