Paolo Simoni e il suo nuovo album: “Minimalista, libero, zen”

Il cantautore Paolo Simoni si racconta a YesLife e presenta il suo ultimo lavoro all’interno del quale troviamo anche la collaborazione di Roberto Vecchioni

Paolo Simoni nuovo album
Paolo Simoni (Ph. Ray Tarantino)

Un nuovo album, canzoni inedite e un gran bel duetto con il maestro Roberto Vecchioni. Torna così Paolo Simoni con il suo “ANIMA”, il nuovo album di inediti che il cantautore ha pubblicato da pochissimo con “Porno Società”, il singolo anticipatore e attualmente in radio.

Disponibile in formato cd, in digitale e in vinile, l’ultimo lavoro di Paolo Simoni è un disco piano e voce composto da dieci brani: ogni canzone analizza diversi aspetti della società attuale e della vita individuale.

Non manca la sua vena cantautorale più classica come emerge in particolar modo in “L’anima vuole”, canzone impreziosita dalla partecipazione di Roberto Vecchioni con il quale l’artista aveva già collaborato nel 2019 come ospite dell’“Infinito tour”.

A YesLife ha raccontato il dietro le quinte del suo lavoro e ci ha regalato alcuni particolari della sua carriera.

Paolo, è da pochissimo uscito il tuo nuovo album, “Anima” raccontacelo

Anima è il mio quinto album. Un progetto in cui sono stato io il regista totale, senza intromissioni di alcun tipo. È un album d’autore realizzato volutamente solo al pianoforte. Minimalista, libero, zen. È un disco suonato e non fatto dal computer. È il mio atto d’amore nei confronti della musica, dalla parola e della vita. Anima rappresenta una volontà importante, quella di concretizzare un’idea di fare arte che oramai è sempre più oppressa dalle esigenze del mercato. Anima è la mia dichiarazione di libertà. La creatività è sotto attacco e solo l’artista può salvarla, facendo resistenza.

Hai detto che questo album è il lavoro più complicato che ti è capitato di fare finora. Perché? Come è nato?

Perché ho dovuto imparare l’arte del togliere. Sottrarre, omettere il superfluo ti obbliga a comunicare con solo pochi elementi che diventano essenziali e definitivi. Me lo sono imposto. Una canzone per stare in piedi con solo l’ausilio di ottantotto tasti, richiede struttura e contenuto in ogni angolo e in ogni respiro. Tutto deve essere al punto giusto senza invadere i vuoti che si creano attorno. Per un mese abbondante mi sono rinchiuso in un teatro con un mixer e dei microfoni anni ‘70. Registravo solo quando sentivo che nell’aria c’era sintonia con quello che provavo dentro. Spesso rimanevo in silenzio al buio davanti al pianoforte senza fare nulla. È nato dal silenzio e con un approccio meditativo. All’inizio i tecnici mi guardavano come un pazzo, poi hanno compreso quello che stavo facendo. Una volta finito l’ho consegnato senza possibilità di replica.

Paolo Simoni
La copertina dell’ultimo album di Paolo Simoni

“Porno Società”, è invece il singolo attualmente in radio, uno spaccato di quello che stiamo vivendo?

È un mio tentativo di fotografare la nostra epoca attuale. Ho cercato con ironia di descrivere questa società dei consumi che vive di vanità e di vuoti di pensiero. I contenuti vengono sempre meno e se ti opponi vieni considerato come un vecchio fuori tempo. Una bella scusa che tenta di escludere quelli che invece vogliono vivere di riflessioni autonome e non intendono adeguarsi al tentacolo del profitto. Una società che predica ma razzola malissimo. Porno società è la società dello scarto, quella del trash, della TV spazzatura e della musica da sottofondo che “non deve fare riflettere”.

“L’anima vuole” vede la partecipazione di Roberto Vecchioni. Cosa significa per te questa collaborazione?

Tanto. Vecchioni e gli uomini come lui sono l’antidoto alla Porno Società. È un uomo di contenuti, di cultura, un saggio. Abbiamo bisogno di tanti Vecchioni. Sempre e ovunque. Per me è un riferimento culturale, un faro in questa nebbia sociale. Vecchioni rappresenta per me cosa significa scrivere, vivere e sognare. È un poeta e i poeti sono patrimonio dell’umanità.

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Tra i tuoi tanti progetti, l’onore di aprire i concerti di Luciano Ligabue. Che aria si respira negli stadi prima che il cantante arriva sul palco? Quando ti hanno scelto come hai reagito?

Ansia e felicità. Spazi e volumi enormi. È tutto moltiplicato. Prima di salire provi ansia poi una volta sul palco scatta un meccanismo particolare. Ho sempre avuto paura che qualcuno mi tirasse qualcosa ma, grazie a Dio, non è mai successo. È tutto molto rock and roll quindi ti aspetti di tutto in qualsiasi momento. Quando Claudio Maioli (il mio manager) mi propose di aprire gli stadi pensavo stesse scherzando. Fino ad allora mi ero esibito in qualche locale con al massimo cinquanta persone. Poi capisci che sei stato scelto e da lì ti fingi pronto e ti fai coraggio. Dopo la prima volta però ci prendi gusto.

E dopo anche quelli di Francesco De Gregori, raccontaci qualche aneddoto

Una situazione diversa. Salgo sul palco da solo, senza band, con il mio amato pianoforte. È stato lì che ho capito che poteva funzionare. Ad un certo punto si spengono le luci. Incominciano gli applausi e le grida. Io che devo salire ma il pubblico aspetta un altro. Tentenno. Francesco che mi dice: “hai voluto la bicicletta…” Salgo e il pubblico mi guarda muto. Mi metto al piano e dopo la prima canzone viene giù il palazzetto. Prendo forza e continuo. Dopo la mia esibizione mi chiedono il bis. Momenti unici. Una volta sceso vedo la moglie di De Gregori che mi dice: “però…” con lo sguardo fisso e la sigaretta in bocca. In albergo la notte Francesco ordina una bottiglia di vino e mi invita a berla. Soli io e lui. Ero lì a tu per tu con l’autore de “La donna cannone”.

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Paolo Simoni nuovo album
I cantautore Paolo Simoni (Ph. Ray Tarantino)

Come autore hai scritto canzoni per Gianni Morandi e Loredana Bertè. Due grandi nomi ma mondi diversi. Da cosa ti sei lasciato ispirare? 

Dalle loro vite e dalla loro storia. È un lavoro di sartoria. Devi scegliere le stoffe, prendere le misure e poi lavorare di fino sperando che il vestito piaccia e che venga indossato. Di solito vado a passeggiare e senza distrazioni provo ad immaginarli nei miei capi.

FRANCESCA BLOISE

E per noi di YesLife anche un contributo VIDEO da parte di Paolo Simoni che ci regala un estretto dal suo nuovo album: