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Il precipitare dell’umanità verso la distruzione è segnato in minuti e secondi nel ticchettio dell’ipotetico orologio del giorno del giudizio. Ma quanto manca alla scoccare della mezzanotte, ora che segnerà la totale estinzione della razza umana?

Nel 2019, i “cronometristi” dell’orologio fissarono le lancette a 2 minuti dalla mezzanotte, molto vicine a quelle del 1953, quando gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica fecero esplodere le prime bombe all’idrogeno. In questo inizio del 2020, l’orologio immaginario è andato avanti, con le lancette che si sono posizionate a 100 secondi dalla mezzanotte. Ad annunciarlo ieri è stata Rachel Bronson, presidente e CEO del “Bulletin of the Atomic Scientists (BAS)” a Washington.

“Da adesso in poi, ogni secondo per l’umanità conterà tantissimo”, ha affermato la Bronson. “La catastrofe è molto vicina, quindi dobbiamo fare di tutto per evitarla. Il pericolo è alto e il margine di errore è basso”.

Quando l’orologio del giudizio universale fu introdotto nel 1947, la principale minaccia per l’umanità erano le armi nucleari. Questa minaccia esiste ancora oggi, ma ha compagnia: i catastrofici cambiamenti climatici e le tecnologie dirompenti, che hanno aumentato il rischio di estinzione. Nel 2019, le condizioni nucleari e climatiche hanno continuato a peggiorare e le decisioni dei leader globali non solo non sono riuscite a ridurre il danno, ma hanno peggiorato la situazione.

“Negli ultimi due anni, abbiamo visto alcuni leader mondiali denigrare e scartare i metodi più efficaci per affrontare minacce complesse”, ha affermato la Bronson. “I precedenti trattati nucleari si stanno sgretolando, i nuovi accordi tra Stati Uniti e Russia non sono così vicini più di quanto non fossero un anno fa, e i negoziati tra Stati Uniti e Corea del Nord in merito alla riduzione delle armi nucleari sono stati abbandonati”.

L’ombra della guerra nucleare sorvola anche il Medio Oriente. Dal 2018, quando il presidente Donald Trump strinse un accordo nucleare con l’Iran, le tensioni tra le due nazioni sono diminuite. Purtroppo, sono nuovamente scoppiate da quando gli Stati Uniti hanno assassinato Qassem Soleimani, leader militare iraniano, il 3 gennaio. Giorni dopo, l’Iran ha minacciato di ritirarsi dall’accordo nucleare; Trump ha qundi proposto che anche gli altri firmatari dell’accordo (Germania, Francia e Regno Unito) abbandonassero l’accordo, anche se alla fine non lo hanno fatto.