Salute & Alimentazione Motivi validi per non utilizzare verdure ed insalate preconfezionate

Motivi validi per non utilizzare verdure ed insalate preconfezionate

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La vita frenetica che è stata imposta dalla società odierna spesso porta il consumatore ad optare per qualcosa che sia di rapida preparazione, evitando di passare troppo tempo in cucina a preparare pranzo o cena. Fra i vari cibi preconfezionati esistenti sul mercato, ci sono verdure ed insalate in busta. Sono una comodità certo, che evita alla casalinga di turno di dover consumare tempo per tagliarle e lavarle.

Ma non è tutto oro ciò che luccica. Prima di optare per questa facile soluzione, ci sono delle cose che vanno portate a conoscenza.

Addio ai benefici

Molte verdure e lattughe preconfezionate hanno un limite di tempo, di solito meno di due settimane. Non hanno un buon sapore, e molti dei loro benefici per la salute si perdono prima di essere consumate. Meglio acquistarle direttamente dal banco degli ortaggi, risciacquarle, asciugarle e poi se la tagliarle in pezzi piccoli prima di conservarla. In questo modo, le proprietà antiossidanti rimarranno più a lungo.




Produzione industriale sicura?

Verdure e lattughe preconfezionate richiedono molto più lavoro meccanico di preparazione. La lavorazione e il confezionamento superano il costo di produzione dei sacchetti di plastica che un consumatore potrebbe utilizzare in un negozio. Inoltre, chi afferma che durante il processo di confezionamento lo spreco di verdure e lattughe è minimo si sbaglia. Inoltre, una struttura di trasformazione utilizza tanta acqua e elettricità per funzionare, con un impatto sull’ambiente notevole.

Ospiti indesiderati

A volte capita che all’interno dei sacchetti vengono trovati “ospiti” indesiderati. Dal mondo sono trapelate notizie di scarafaggi, lumache, vermi, finanche a topi morti. Tutto questo fa capire come, a volte, le norme igieniche durante la preparazione vengono completamente ignorate.

Meno prodotti chimici aggiunti, maggiore qualità

La lattuga, gli spinaci, i cavoli e le verdure sono tutti classificati nei primi 16 posti per la presenza di residui di pesticidi. Indipendentemente che siano confezionati o meno, avranno gli stessi carichi di pesticidi. Ma c’è altro da prendere in considerazione. Con quale tipo di acqua vengono lavati? Questo è il punto. Si tratta di comune acqua urbana piena di cloro oppure di acqua filtrata e priva di agenti chimici?




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