The art of the brick

Una mostra di riproduzioni di arte classica e arte originale e contemporanea è arrivata di recente a Manchester. The Art of the Brick, tenutasi al Great Northern Warehouse, ha celebrato il giocattolo come mezzo artistico. In mostra più di 75 sculture e opere d’arte create dal pluripremiato artista di Los Angeles Nathan Sawaya, che utilizza più di un milione di mattoni.

Una galleria pop-up conduceva ad una delle sue opere più famose, Yellow: una scultura di un uomo che si apre il petto per far fuoriuscire una cascata di mattoni gialli. Sicuramente, uno dei pezzi più iconici dell’artista, il quale racconta molto sull’artista, dalle sue origine fino alla carriera di avvocato. Il significato della scultura è l’artista che esce dall’avvocato.

Si trovava all’ingresso della sezione Condizioni umane della mostra, la quale conteneva molti pezzi contemporanei, tra cui una delle sue opere più famose, My Boy, la figura di un uomo crollato in ginocchio per l’angoscia e che regge il corpo inerte di un ragazzino.

Tra le altre sculture di questa sezione, un nuotatore semisommerso che solleva mattoni blu su uno sfondo di proiezioni increspate, quattro vivaci opere d’arte con teschi, un trio di torsi con sfera, una piramide con sopra un cubo.

Poi c’era la sezione Past Masters, che ospitava le riproduzioni di arte e architettura classiche di Sawaya nel corso dei secoli, tra cui la ricostruzione dell’antica statua greca della Venere di Milo, l’antico romano Augusto di Prima Porta e il David di Michelangelo. Anche l’antico tempio del Partenone greco e la Grande Sfinge di Giza sono stati ricostruiti in miniatura.

Sawaya ha anche ricreato opere famose tra cui la Mona Lisa di Da Vinci, L’urlo di Edvard Munch (con la figura 3D che emerge dalla cornice), la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, nonché sezioni del soffitto della Cappella Sistina e l’arazzo di Bayeux.